Il progetto
Perché NeuroIride
Una piattaforma nata dalla pratica clinica con gli adulti neurodivergenti, per mettere ordine in quello che i singoli questionari vedono a pezzi.
Il problema da cui siamo partiti
ADHD, autismo, disturbi specifici dell'apprendimento, tic e disprassia sono stati studiati per decenni come territori separati, ognuno con i suoi strumenti e i suoi specialisti. Nella pratica, soprattutto negli adulti, questi territori si sovrappongono di continuo. Una persona valutata per l'attenzione può avere anche un profilo sensoriale particolare, una storia di fatica nella lettura, un livello di mascheramento sociale che cambia il modo in cui risponde a ogni domanda.
Il risultato, spesso, è una sequenza di valutazioni parziali fatte in anni diversi. Ciascuna ha senso da sola; insieme raccontano poco della persona.
L'idea: un profilo dimensionale
NeuroIride raccoglie in una sola sessione, o in più sessioni collegate, i questionari delle diverse aree del neurosviluppo. Ogni punteggio viene riportato su una scala da 0 a 100 in cui 50 corrisponde alla soglia dello strumento: sotto 40 il punteggio è nella media, tra 40 e 60 è in zona di attenzione, sopra 60 è sopra soglia. In questo modo test costruiti con scale diverse diventano leggibili sullo stesso grafico polare.
Il grafico mostra anche cosa manca. Un'area non valutata interrompe la linea e resta vuota: non vale mai zero, perché l'assenza di un dato non è un'informazione sulla persona.
Cosa fa
Guida l'operatore nella somministrazione, calcola i punteggi, propone i test di approfondimento quando uno screening supera la soglia, spiega ogni risultato con una nota per il professionista e un testo semplice per la restituzione. Prepara un report stampabile firmato dal professionista responsabile e permette di confrontare sessioni diverse della stessa persona.
Cosa non fa
Non formula diagnosi e non sostituisce il colloquio clinico. Un questionario misura quello che la persona riferisce in un certo momento, con la sua stanchezza, il suo umore, i suoi filtri. Per questo accanto al profilo la piattaforma mostra ansia, umore e altri fattori di contesto che possono spostare i punteggi, e segnala quando due strumenti della stessa area non vanno d'accordo.
La ricerca
Molte soglie dei questionari sono state stabilite su campioni lontani da quello italiano, o non esistono affatto. NeuroIride raccoglie dati pseudonimizzati che, con il consenso delle persone, permetteranno di descrivere le distribuzioni dei punteggi nella popolazione che arriva a valutazione e di proporre soglie calibrate. Ogni nuova soglia diventa una versione dello strumento, decisa da un professionista e tracciata. Una cautela, dichiarata fin da ora: chi arriva a una valutazione non rappresenta la popolazione generale, e le soglie ricavate da questo campione tenderanno a essere più alte di quelle di popolazione.
I principi
Dignità prima di tutto. Leggere il funzionamento per dimensioni serve a vedere dove una persona ha bisogno di supporto senza cancellare dove funziona bene, e senza romanticizzare la neurodivergenza. La sofferenza, la disabilità e i bisogni di aiuto restano visibili nel profilo e nel report.
Riservatezza per costruzione. I dati anagrafici sono cifrati e separati dai dati della valutazione, chi fa ricerca vede solo un codice, ogni accesso ai dati identificativi viene registrato.
A che punto siamo
La piattaforma è in fase di sperimentazione all'interno dei percorsi Lifeology. L'accesso è su invito e riservato ai professionisti abilitati.